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lunedì 1 febbraio 2016

Film western classici da vedere fra duelli, polvere, banditi e indiani

Un viaggio fra decine di classici film western con indiani e banditi 

Fra gli oltre 7000 film western con indiani e banditi girati dal 1900 a oggi è difficile sceglierne qualcuno da vedere o rivedere. Questo genere, che ha incantato generazioni di ragazzi allora e padri e nonni di adesso è quasi scomparso: chi non ha mai sognato di essere Yul Brynner ne I magnifici sette o Gary Cooper in Vera Cruz ? Oppure fare cavalcate emozionanti in un universo di polvere, duelli al sole, affrontare banditi senza scrupoli, amare donne abbandonate e pellerossa vendicativi.

Alan Ladd- Shane 1953
Alan Ladd -  Shane. Il cavaliere della valle solitaria  1953



Anche se ogni tanto qualcuno si cimenta e ne annuncia una rinascita si può dire un genere che viene rianimato ogni tanto. The Revenant The Hateful Eight di Tarantino oggi al cinema fanno clamore, ma se si guarda indietro negli anni '50 e '60, nell'epoca d'oro venivano girati almeno due western a settimana. Ora forse una manciata l'anno. Le ragioni del declino potrebbero essere molteplici. Lo spettatore americano veniva sottoposto all'epoca in una sorta di alimentazione forzata fra western di serie Z e pubblicazioni periodiche su riviste o libri.

Il mucchio selvaggio - clip




Alla fine degli anni '60, alcuni registi emergenti come Sam Peckinpah con Il mucchio selvaggio  (The Wild Bunch 1969), diedero una svolta e una visione molto più violenta del western. Dopo una rapina alcuni banditi scappano in Messico. Ruberanno anche un carico d'armi e uno di loro verrà ucciso, la vendetta porterà a un feroce massacro senza superstiti.

Il Mucchio selvaggio (1969)




"Io dormirò tranquillo, perchè so che il mio peggior nemico veglia su di me". Clint Eastwood (Il buono, il brutto e il cattivo)

Così come il western italiano Il buono, il brutto e il cattivo (1966) girava fra antieroi, donne quasi assenti, e dove gran parte dei personaggi erano raffigurati come dei farabutti, allietati da grandiose colonne sonore. Poi nel contesto della guerra del Vietnam, fu impossibile per i registi americani fare film sulle guerriglie fra cowboy e indiani anche se qualche citazione non mancava.



" Il Popolo degli Uomini, figlio mio è convinto che ogni cosa sia viva...per noi tutto è immutabile. L'uomo bianco invece crede che tutto sia mortale... e più una cosa è viva, più i bianchi fanno di tutto per distruggerla."
Il capo cheyenne Dan George a Dustin Hoffman (Il piccolo grande uomo)

Una nuova generazione di cineasti revisionisti, provò a fare film con indiani buoni e cowboy cattivi, come Il piccolo grande uomo (1970), o il cruento Soldato blu (1970). Registi di commedie come Sidney Pollack giravano Corvo rosso non avrai il mio scalpo (1972).  Questa vena però si esaurì molto rapidamente. La società cambiava ed è insolito che registi famosi come Spielberg, che ha affrontato quasi tutti i generi, stranamente non ha mai firmato un western, così come Scorsese.

Dustin Hoffman-Little Big Man 1970
Dustin Hoffman - Il piccolo grande uomo (Little Big Man 1970)

In precedenza registi come John Ford e William Wellman avevano firmato pellicole di denuncia contro il razzismo, in un una sorta di universo circoscritto. Balla coi lupi (1990) ci portava in questo ambito. Poco dopo ci fu Gli spietati (1992) con Eastwood di nuovo in sella. Ma questi erano film ai margini di un declino. I realizzatori verranno confinati al remake come Quel treno per Yuma (2007), Jesse James (2007) Il Grinta (2010),  film notevoli ma erano stati già proposti.

La società non era più ottimista, i valori americani crollavano o si spostavano verso altri generi. Il western soffrì di questo: ormai non si vendevano più giocattoli o pupazzetti di cowboy e indiani, così come per carnevale non ci si vestiva da tali. Così se il thriller apparteva alla città, il western era lo spazio, la terra da conquistare e da coltivare, tutte cose che per gli americani all'inizio del ventesimo secolo erano sacre e adesso forse non più.  

Dopo il western muto, negli anni '40, attori di talento come Henry Fonda, Gary Cooper, Errol Flynn, Tyrone Power si tolsero abiti da civili e incominciarono a indossare costumi da cowboy a bordo di diligenze, treni e carri.

"- E' stato un sogno pazzesco, che mi aveva allontanato dalla realtà. Diciamoci addio qui Ringo. -
  -Noi non ci diremo mai addio. - "
(la prostituta Claire Trevor e il bandito John Wayne in Ombre Rosse)

Cecil DeMille La via dei giganti (1939) affronta la costruzione della ferrovia attraverso il selvaggio West americano, nello stesso anno John Ford filma il mitico Ombre rosse tratto dal racconto di E. Haycox. 

Michael Curtiz girerà Carovana d'eroi (1940) dove un prezioso carico d'oro sarà da sorvegliare lungo un sentiero impervio con Errol Flynn e Humphrey Bogart.  Il genere riprese il suo cammino per altri decenni.

Virginia City 1940
Carovana d'eroi (Virginia City 1940)

Il loro messaggio ideologico talvolta poteva essere criticato. C'erano molti western dove l'indiano, purtroppo, era il nemico, l'uomo da distruggere. Ma all'opposto, ci saranno film come Buffalo Bill di Wellman (1944) dove l'eroe appare davanti al Senato, e mostrando una moneta su cui compare il profilo indiano dice: " Capisco che l'unico indiano che vi interessa è questo". 

Analogamente ne La storia del generale Custer (1941) di Raoul Walsh, vediamo Custer mentre elimina gli indiani, ma con una sorta di pentimento dice che quello che fa è un peccato. A guardare bene alcune preconcetti sfumati sono più evidenti di quanto immaginiamo, come L'amante indiana (1950) in cui il protagonista James Stewart, inizierà a chiedersi se gli indiani sono umani o selvaggi.

Il passo del diavolo - Trailer



Oppure i bianchi cattivi de  Il passo del diavolo (Devil's Doorway 1950) dove un valoroso pellerossa, Robert Taylor, che ha vinto una medaglia d'onore combattendo a Gettysburg, ritorna alle sue terre tribali ad allevare il bestiame ma gli allevatori bianchi vogliono le sue terre.



Mezzogiorno di fuoco (High Noon 1952)
Mezzogiorno di fuoco (High Noon 1952)

Si può continuare con i western psicologici. L'ultima caccia (1956) di Richard Brooks vede un uomo stanco di uccidere bufali, ma si troverà coinvolto da un amico che rapisce una squaw arrivando a una drammatica resa di conti.

L'anomalo Johnny Guitar  (1954) di Nicholas Ray con due risolute donne rivali finché non arriverà un ex pistolero a cambiare tutto.

Johnny Guitar - Trailer




L'amaro e malinconico L'uomo che uccise Liberty Valance (1962) di John Ford con Wayne e Stewart. Il classico Il cavaliere della valle solitaria (1953) con il "piccolo" grande Alan Ladd.
Soldati a cavallo (1959) di John Ford racconta un reale episodio della guerra civile americana per sabotare una ferrovia che portava rifornimenti sudisti con un magnifico John Wayne.
Il metafisico Mezzogiorno di fuoco (1952) girato in tempo reale con le riprese degli orologi che segnano costantemente le ore e i minuti prima del duello a mezzogiorno con uno sceriffo che ne ha abbastanza di violenza.

Shane (Theme) - Alex North


Il cavaliere della valle solitaria (Shane 1953)






Claire Trevor - John Wayne- Ombre rosse (Stagecoach 1939)
Claire Trevor e John Wayne- Ombre rosse (Stagecoach 1939) 

E poi La magnifica preda (1954) di Preminger, qui un fiume unisce i destini di un allevatore uscito di prigione, suo figlio, e una ballerina interpretata da una giovane Marilyn Monroe. Nel La valle dei Mohicani (1960) di Budd Boetticher un uomo salva una donna rapita dai Comanche, faticando durante il cammino per cercare di tornare a casa vivo.

In un ultima analisi possiamo dire che il cowboy per eccellenza, e il western stesso, è stato John Wayne, praticamente egli è nato e invecchiato con questi film accompagnando la nascita e il declino del genere fino al suo ultimo Il pistolero (1976) un icona difficilmente ripetibile.












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2 commenti :

  1. Un bel viaggio in un genere che adoro!

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    1. Concordo. Riesce difficile decidere fra tanti titoli quale sia il migliore.

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