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CATTIVISSIMO ME 3

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Dal 24 agosto al cinema

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mercoledì 1 febbraio 2017

20 Film horror da vedere fra classici e cult

Una lista dei migliori film horror da vedere e da non perdere che comprendono sia classici noti o poco noti, magari girati a basso budget, ma in seguito divenuti cult del genere. Venti film forse sono pochi in mezzo secolo di pellicole horror, ma essenziali nella sterminata produzione del genere.





La notte del demonio   (Night of the Demon 1957) -  Jacques Tourneur

Giudicato uno dei migliori thriller horror realizzati in Inghilterra durante gli anni '50, Tourneur si era ispirato a un racconto di MR James L'incantesimo delle rune come base tra fede e scetticismo, fantasia e realtà. Il dottor Holden (Dana Andrews), uno scettico  sui fenomeni paranormali, si trova a Londra per sfatare un misterioso culto del diavolo, cui a quanto pare sarebbe a capo  il dottor Julian Karswell (MacGinnis), con una barbetta diabolica . Il regista impiega abilmente un certo numero di effetti speciali al fine di garantire al  pubblico il passaggio dell'eroe dallo scetticismo fiducioso al panico, lasciando l'interpretazione della trama aperta dove l'eroe può sembrare vittima di un complotto  o la sua immaginazione. Il film rimane un classico avvincente, con alcune sequenze angoscianti come quella in cui Andrews viene inseguito attraverso il bosco, e il regista francese sapeva il fatto suo  spaventando il pubblico con la semplice vista di una mano su una ringhiera.



dracula 1958


Dracula il vampiro  (Horror of Dracula 1958) – Terence Fisher

Dalla Hammer una narrazione originale sul classico rimaneggiato di Bram Stoker, che si concentra sulla morte di alcuni dilettanti cacciatori di vampiri, Jonathan Harker (John Van Eyssen) e le successive ondate di terrore che sommergono la famiglia della sua fidanzata insieme a un medico Van Helsing (Peter Cushing). Anacronismi e divertimento abbondano, come la campagna del Berkshire nebbiosa simile a quella della rurale Transilvania, e l'alchimia nella famosa coppia Lee/Cushing. Con questo film Christopher Lee riuscì a far dimenticare l'immagine immortale di Bela Lugosi, con la sua presenza minacciosa e i denti insanguinati non senza un pizzico di eros. Ci sono stati innumerevoli adattamenti ma nessuno è sopravvissuto alle grinfie del vampiro più famoso.





occhi senza volto 1959


Occhi senza volto  (Les yeux sans visage 1959) – Georges Franju 

Con l'aiuto della sua amante-assistente, Louise (Alida Valli), il professor Génessier (Pierre Brasseur) rapisce e scortica i volti di giovani donne. Poi innesta la pelle delle vittime sul volto della figlia Christiane gravemente sfregiata, che vive nascosta e coperta da una maschera di plastica.  Imprigionata dal padre, che si sente responsabile per l'incidente d'auto in cui è rimasta sfigurata, Christiane è come un uccellino in gabbia in attesa di trovare le sue ali e fuggire. Ci sono state segnalazioni di spettatori all'epoca svenuti durante le particolari scene di chirurgia del viso, ma per Franju questo era soprattutto un racconto angosciante oltre che un film horror vero e proprio. Bocciato all’epoca, ritenuto troppo violento, venne rivalutato negli anni '80 come uno dei migliori film horror mai girati. 




la maschera del demonio 1960

La maschera del demonio  (1960) – Mario Bava

Per gli appassionati di horror il 1960 è ricordato come l'anno de  L’occhio che uccide  e Psycho. Ma il capolavoro in bianco e nero dell'esordio di Mario Bava merita pienamente di stare insieme a loro: mentre Hitchcock e Powell stavano rivoluzionando il genere portando il terrore ad altri limiti, Bava faceva l'opposto, creando un mondo fantasioso e onirico ispirato al classici universali, e allo stesso tempo utilizzava innovativi effetti speciali per garantire che gli orrori raffigurati sullo schermo fossero più  inquietanti che mai. Ispirato al racconto Il Vij di Gogol che ritraeva l'immagine del vampiro in maniera differente da quella di Dracula, due avventati viaggiatori nella steppa russa faranno resuscitare una strega giustiziata due secoli prima, prendendo possesso del corpo di un altra donna identica a lei. 
Il film è ricco di immagini surreali ancora scioccanti: con una la scena iniziale in cui una maschera chiodata viene martellata sul volto della strega Barbara Steele, oppure l'inquadratura di un'orbita vuota dove strisciano fuori dei vermi. Bava continuerà con i suoi classici gotici anche con I tre volti della paura (1963) e Operazione paura (1966).




profondo rosso 1975

Profondo rosso  (1975) – Dario Argento

I fans di Dario Argento si dividono in due campi: quelli che preferiscono le sue trame relativamente semplici, fra thriller e giallo, e quelli che si dilettano nella bellezza surreale del paranormale onirico  come Suspiria (ora in versione restaurata).  Profondo rosso unisce i due campi, con l'intrigo narrativo giallo e una serie di trucide scene di uccisioni elaborate e espressionistiche. Grazie anche a due protagonisti eccezionali come  David Hemmings e Daria Nicolodi che hanno una vera e propria intesa come detective amatoriali sulle tracce di un serial killer. Fra medium, case infestate, diabolici disegni su una parete e lo scheletro in una stanza murata, è anche film più piacevole di Argento, chiuso in una manciata di battute, attacchi satirici alla virilità maschile e alcune delle più belle gallerie di malvagità mai visti dell'epoca. Famosa la colonna sonora del gruppo musicale Goblin.





wampyr 1977

Wampyr  (Martin 1977) – George A. Romero

Il personaggio di Martin ritrae il tipico ragazzo difficile in un mondo alla deriva fra i paesaggi desolati di una metropoli squallida e degradata, luoghi in cui Martin vive e uccide. Egli seduce delle donne, le droga con un siringa e gli taglia i polsi con una lametta bevendo il loro sangue. Martin è ossessionato da romantiche visioni di vampiri e mostri e lo zio di origine transilvana crede davvero sia un vampiro. Il regista di Zombi  George A. Romero cerca di rifare il Nosferatu di Murnau con ambientazioni moderne in un film a basso costo che riesce ad avere un suo fascino. 





inquilino del terzo piano 1976

L'inquilino del terzo piano  (Le locataire 1976) – Roman Polanski

Polanski interpreta se stesso, un uomo che si trasferisce in un appartamento vuoto, precedentemente occupato da una donna (Isabelle Adjani) che ha tentato il suicidio. Si troverà al centro di un tumulto paranoico in cui i suoi inquietanti e anziani vicini di casa (che fanno ricordare quelli di Rosemary’s Baby) lo tormentano con ferocia, turbando il suo stato mentale al punto di indurlo a perdere la propria identità, tanto che si vestirà come la donna che occupava l'appartamento, vagando verso la follia e suicidandosi come lei. "L'inquilino" è una summa di coincidenze bizzarre, apparizioni inspiegabili, e sentori di soprannaturale. Dall'omonimo romanzo di Roland Topor.





terrore dallo spazio profondo 1978

Terrore dallo spazio profondo  (Invasion of the Body Snatchers 1978) - Philip Kaufman

Dallo spazio profondo creature gelatinose lasciano il proprio pianeta morente e attraverso il vento solare arrivano sulla Terra, a San Francisco. Gli alieni cadono sopra alcune piante, trasformandosi in piccoli baccelli con degli attraenti fiori rosa. Elizabeth Driscoll (Brooke Adams) affascinata da questi fiori li porterà in casa. Ma al mattino dopo il suo fidanzato si comporterà in modo strano... Anche se manca dell'ambiguità allegorica del classico di fantascienza paranoica targato 1956 L'invasione degli ultracorpi (qui omaggiato con apparizioni di Kevin McCarthy e Don Siegel), gli sceneggiatori aggiornano il romanzo Jack Finney. Le persone extraterrestri ora vivono in un mondo dove apparentemente tutti hanno cambiato le loro vite o stili di vita, e in un paesaggio cinematografico già attraversato da una serie infinita di cospirazioni, mentre il film gioca fra psicologia ed ecologia  con variazioni elaborate sul suo predecessore.
Interpretato da attori d'eccezione come Robert Duvall, Leonard Nimoy, Donald Sutherland, e un giovane Jeff Goldblum.  Rifatto da Abel Ferrara Ultracorpi - L'invasione continua (Body Snatchers) nel 1993.





alien 1979

Alien  (1979) – Ridley Scott

Il film di Ridley Scott  è stato etichettato come film di guerra,  d'azione, ma raramente film horror. È vero, ma Alien ha dei luoghi comuni di rispetto. Si può dire che è un film su creature in agguato nel buio e gli uomini e la donna abbandonati su LV-426, insieme alle creature, sono soggetti a terrorizzare lo spettatore come se l'astronave fosse una cantina buia e infestata, con avversari temibili che risvegliati attaccano chiunque. La serie ha avuto innumerevoli sequel ma non hanno mai raggiunto questo livello d'intensità. Nel 2012 è uscito Prometheus, un prequel vicino all'universo dell' Alien originale che continuerà nel 2017 con Alien: Covenant.






fantasmi 1979

Fantasmi  (Phantasm 1979) – Don Coscarelli

Film a basso budget (costò 300 mila dollari ne incassò 12 milioni), oggi visto come un cult dove un mausoleo sinistro è al centro dell'azione, con dei curiosi adolescenti che scoprono delle stranezze in un cimitero dove è coinvolto un imponente becchino cattivo Tall Man, assassino che uccide con una sfera metallica appuntita succhiando i cervelli e trasformando le vittime in nani zombie per poi usarli come schiavi. E' un sogno/incubo di ragazzi con troppa fantasia oppure Tall Man è reale? Siamo nei dintorni delle pellicole di Ed Wood dove la rudimentale suspense si dimostra accattivante. Il film ebbe quattro sequel. Per un approfondimento della serie vedi articolo al blog  The Obsidian Mirror.






fog 1980

Fog  (The Fog 1980) – John Carpenter

Lontano dal raccapricciante slasher Hallowen- La notte delle streghe (1978), The Fog si ispira a una storia vera accaduta nel XVIII secolo in una cittadina vicino Santa Barbara. Nel 1980 gli abitanti di un piccola cittadina San Antonio Bay,in California vengono infestati da fantasmi vendicativi durante la celebrazione del centenario di fondazione della città. A mezzanotte un strano banco di nebbia appare e anime di marinai vagano in cerca di vendetta dal lontano passato. Con elementi semplici Carpenter crea un magistrale horror che si rifà ai vecchi film del passato, il male che si nasconde fra ombre e nebbia in un atmosfera gotica e spettrale. Remake nel 2005 da parte di Rupert Wainwright.






videodrome 1983

Videodrome  (1983) – David Cronenberg

Cronenberg esplora, attraverso gli occhi e la mente alterata di uno squallido programmatore di una televisione via cavo Max Renn (James Woods), il pericoloso mondo immaginato dalla censura, quella in cui l'esposizione a immagini estreme, distrugge la capacità dello spettatore nel distinguere tra realtà e fantasia. Le immagini violente che passano in tarda serata del canale Videodrome distorce la percezione di Max, costretti a condividere il suo punto di vista soggettivo e allucinato. Con un rapporto sado-maso con Nicki Brand (Deborah Harry “Blondie”) e una sorta di orifizio che gli si apre nel suo stomaco, oppure una videocassetta inserita nel corpo dove la carne e la tecnologia si fondono in uno solo. 'Devi imparare a vivere con una strana nuova realtà,' insiste il sedicente professor Brian O'Blivion. Un film innovatore definito tecno-surrealista che racchiude anche esperienze personali sui problemi che il regista aveva avuto con la censura dei film precedenti.





hellraiser 1987

Hellraiser  (1987) – Clive Barker

Hellraiser è stato adattato da un racconto di Clive Barker diretto dallo stesso scrittore. In una camera da letto di una casa di periferia di Londra, un annoiato Frank Cotton risolve il mistero di un puzzle di una scatola cinese entrando in un mondo di raffinata crudeltà presieduta dai cenobiti, sadici esseri che hanno un debole per la sua carne strappata e le viscere fumanti. Più tardi verrà riportato in vita dal sangue di suo fratello Larry. La moglie di Larry (ed ex-amante di Frank) Julia si impegna a fornire carne umana per farlo ritornare umano, i tre saranno coinvolti  in un triangolo infernale. Barker come regista crea una tale atmosfera di terrore con dei colpi piazzati visivamente che creano una reazione a catena di alta intensità emotiva ed inquietante. Il film ha generato otto sequel ognuno dei quali caratterizzato dalla presenza di Dough Bradley il cenobita principale chiamato Pinhead.






society-the horror 1989

Society – The Horror  (1989) – Brian Yuzna

Society è una bizzarra favola che inizia come una soap ma ben presto si trasforma in un thriller inquietante dentro una comunità idilliaca di Beverly Hills dove qualcosa non va come dovrebbe. Bill Whitney sembra avere tutto dalla vita, una famiglia benestante, una villa, un auto costosa e una fidanzata carina. Ma si sente a disagio con i suoi coetanei e sente voci misteriose e risate improvvise, assillato da allucinazioni dove i componenti della famiglia appaiono come esseri demoniaci. Il culmine verrà da una festa a sorpresa dove gli invitati non sono proprio gradevoli, Bill questa volta non ha allucinazioni trovandosi di fronte a dei mutaforme cannibali, che mettono all'ingrasso un suo amico, creduto morto, per essere divorato. Il regista Yuzna genera un convincente disagio paranoico con ottimi effetti speciali in un finale di orrore indimenticabile.





ring 1998

Ring  (Ringu 1998) – Hideo Nakata

Ring è un capolavoro di paura e terrore angosciante. Una giornalista (Nanako Matsushima) sta indagando su una voce che si sta diffondendo a macchia d'olio tra gli adolescenti circa una videocassetta spettrale. Tutti coloro che vedono il video muoiono sette giorni dopo. Scena dopo scena il terrore nel film di Hideo Nakata ti entra dentro e anche se oggi non ci sono più VHS 'Ring' continuerà a terrorizzare negli anni in vari sequel e prequel sia in versione americana che giapponese con un prossimo The Ring 3 nel 2017 diretto F. Javier Gutiérrez.






licantropia evolution 2000

Licantropia evolution  (Ginger Snaps 2000) – John Fawcett

Se vampiri e zombi hanno avuto soggetti femminili, i lupi mannari sono sempre stati prerogativa del sesso maschile, così quando la 16enne Ginger Fitzgerald inizia a sperimentare strani fenomeni, dopo un incontro violento con un essere peloso, lei pensa automaticamente sia legato al ciclo mestruale. Ma la sua sorellina Brigitte che ha una passione per il macabro, capisce la vera natura del ciclo lunare di Ginger, che diventerà sempre più aggressiva e selvaggia con i ragazzi, stando fuori tutta la notte e lasciando una scia di sangue dietro di lei. Con un trio di ottime prestazioni femminili Katharine Isabelle, Emily Perkins e Mimi Rogers c'è abbastanza suspense per camuffare alcuni indubbi effetti speciali. Ebbe una buona accoglienza da parte del pubblico visto come una metafora per la pubertà e umorismo nero. Due sequel nel 2004.





session 9 - 2001

Session 9  (2001) – Brad Anderson

In apparenza sembra un film alla Ken Loach fra problemi economico sociali con degli operai (fra cui lo scozzese Peter Mullan già usato da Loach) che devono bonificare dall'amianto una struttura ospedaliera in disuso, un tempo ex manicomio. Hanno poco tempo per finire il lavoro e dentro l'oscuro edificio abbandonato troveranno dei nastri registrati su nove sessioni di un paziente di nome Mary che aveva un disturbo della personalità. In un tunnel sotto la proprietà troveranno delle monete antiche e altri oggetti d'argento fra le ceneri del crematorio, forse dei precedenti pazienti, che a qualcuno fanno gola. Ma non sanno di aver risvegliato qualcosa di oscuro e malefico. E 'uno dei primi film ad essere girato in video digitale, produzione a basso costo, così efficace che il suo senso di incertezza permane a lungo dopo la visione. Con un giovane David Caruso prima di diventare Horatio Caine in CSI-Miami.






la spina del diavolo 2001

La spina del diavolo  (El espinazo del diablo 2001) – Guillermo del Toro

In questo film il conflitto traumatico della guerra civile spagnola viene filtrato  attraverso gli occhi di un bambino. Nel 1939 in Spagna dopo che suo padre muore in battaglia, il piccolo Carlos (Tielve) viene lasciato in un orfanotrofio gestito da Carmen (Paredes) e Casares (Luppi) simpatizzanti repubblicani che proteggono i loro averi dai  fascisti. Un pericolo esiste all'interno della struttura non tanto per i bulli con cui Carlos si scontrerà ma per la presenza del fantasma di un bambino scomparso. Un thriller psicologico sovrannaturale, freddo, inquietante e coinvolgente, che utilizza elementi poetici metaforici sulle realtà politiche e storiche, dove il mistero del fantasma diventa un racconto di forze opposte di fronte a un epilogo mortale. Primo episodio di una ipotetica trilogia seguita da Il labirinto del fauno. La fantasia immaginaria di del Toro ha trovato il successo ultimamente come ideatore della serie tv horror The Strain.






wolf creek 2005

Wolf Creek (2005) – Greg McLean

Prendendo spunto da un fatto reale il regista Greg Mclean porta tre turisti,  un australiano e due ragazze inglesi,  a visitare un cratere meteoritico del parco nazionale Wolf Creek. Poi la loro  auto si rompe e si rivolgeranno a un tizio Mick, ex cacciatore, molto burbero, che rimorchia l'auto in una vecchia miniera abbandonata. Il film a questo punto prende una brusca virata verso il macabro nelle sue fasi successive, fra torture e violenze raccapriccianti.
Girato in video digitale da un regista con un esperienza in pittura e teatro, fonde immagini ben strutturate con ferocia e spettacoli forti insieme a una colonna sonora stridente per creare una visione sconvolgente di terrore primordiale. Avrete bisogno di una buona doccia fredda dopo questo. Con un sequel nel 2013 e una serie tv.


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2 commenti :

  1. Avevo già notato questo post l'altra mattina scorrendo le notifiche di G+ ma poi altre faccende stavano per farmi rischiare di perderlo. Meno male che una vocina mi ha suggerito di ritornare, altrimenti mi sarei perso la tua citazione. Grazie!
    Credevo di aver visto tutti i cult del genere ma mi rendo conto di avere ancora, almeno per quanto leggo, qui, un paio di lacune. Difficile comunque stilare una classifica del genere senza lasciare fuori altri 200 titoli altrettanto meritevoli, ma capisco che scrivere un post dal titolo "I 200 film..." sarebbe stato un impegno troppo gravoso ^_^

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    Risposte
    1. E' vero, risulta sempre difficile in una lista inserire dei titoli senza escluderne altri. Escludendo alcuni noti mi sono rivolto verso opere a basso budget divenute poi dei piccoli cult.

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