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mercoledì 6 luglio 2016

L'Universale di Federico Micali | Un cinema, un mito

La storia (vera) di un cinema libero dove il vero spettacolo era il pubblico

Il cinema Universale nel popolare quartiere di San Frediano a Firenze è stato un luogo mitico che agli inizi degli anni '50 ospitò spettacoli teatrali e musicali. Poi la società cambiava e negli anni ’70, divenne soprattutto un luogo d'incontro per stare insieme, fare associazione e magari fumarsi qualche canna in un apparente tranquillità, con la certezza che ogni sera sarebbe successo qualcosa di speciale come l’incredibile ingresso in sala di un ragazzo su una Vespa. 



"In quale cinema è mai potuto succedere una cosa del genere ... c'era un solo cinema a Firenze dove un fatto del genere non solo non veniva denunciato alla polizia, ma anzi veniva definitivamente e immediatamente trasformato in leggenda" dice il protagonista del film sull'episodio del centauro in Vespa.

La storia dell'Universale è anche la storia della nostra cultura a cavallo fra gli anni '50 e il 1989 anno di chiusura del cinema, prima sala a chiudere nel centro cittadino ormai trasformato in città-vetrina, in una società in continuo cambiamento che poi lo aveva costretto nel 2000 a diventare una discoteca di grido, abbandonato fra polemiche definitivamente nel 2007, destinato oggi in appartamenti privati.
  
L'Universale - come gran parte delle sale all'epoca - era un luogo d'incontro dove con poche lire ci si divertiva e non solo a vedere il semplice film ma anche a sondare gli umori di un pubblico dapprima semplice, poi divenuto un cinema d'essai, luogo di commenti ad alta voce, dove in alcuni casi le "regole" non venivano rispettate, come il lancio di lattine sullo schermo e altro.

Commenti poco lusinghieri si trasmettevano verso pellicole serie, accolti con allegria dal pubblico, come per esempio durante la proiezione di Ultimo tango a Parigi e la famosa scena del burro. Mentre in occasione di film musicali un gruppetto di spettatori seguiva le danze ballando come nel film proiettato. Oppure riuscire ad entrare di nascosto imbrogliando il bigliettaio e ritrovandosi dentro una cappa di fumo (all'epoca non c'era il divieto di fumare) che come una fitta nebbia avvolgeva tutta la sala. 

Nel film di Federico Micali  tutto questo, insieme alla cultura, la musica, la politica, i film, le speranze e i movimenti in Italia a cavallo degli anni ‘70, viene visto attraverso le vite e gli occhi di Alice, Marcello e Tommaso, figlio del proiezionista (Claudio Bigagli) dello storico cinema di Firenze. Le poltroncine di legno, la maschera che insegue i malcapitati, la cabina di proiezione, il bar e le mura di questo luogo vivono da spettatori i siparietti di un pubblico irriverente e spesso sopra le righe, alla ricerca della propria identità e coscienza. Una commedia che racconta le avventure, i sogni e le illusioni dei tre protagonisti e il cinema Universale, specchio di una società italiana in continua evoluzione. Quel cinema è la storia di tante sale che hanno contribuito alla formazione di intere generazioni. Ma è anche un racconto malinconico, con analogie a Nuovo Cinema Paradiso  di Tornatore, di un tempo che non ritornerà più. 

Vedremo questi tre amici: Tommaso (Francesco Turbanti), Alice ( Matilda Lutza) e Marcello (Robin Mugnaini) e i loro destini che s’intrecciano, si lasciano e poi si ingarbugliano di nuovo in una serie di avventure negli anni, incarnando i sogni le illusioni e le sconfitte di una generazione.

All'Universale in realtà il vero spettacolo non era il film ma il pubblico, e il "Cinema" riusciva ad essere allo stesso tempo un luogo dove la pellicola, in una fantastica alchimia non poteva staccarsi dai sonori commenti della sala al film in corso. Il cinema diventava lo specchio e l'inizio di storie private e collettive, sullo schermo come sulle poltroncine di legno o al bancone del bar, dove si sovrappongono le figure di celluloide di Marlon Brando e reali come il Tamburini, John Wayne, la politica e l'amaro Ballardini, l'hashish e Jesus Christ Superstar, ma anche successivamente il punk, la new wave, l'eroina, le radio libere e tutto quanto attraversò il mito del Cinema Universale. 

Per quasi due anni il regista ha “vissuto” all’interno del Cinema Universale di Firenze raccogliendo testimonianze, storie e aneddoti che sono poi, in piccola parte, confluiti nel suo documentario Cinema Universale d’Essai. Caratterizzando l’identità di varie generazioni di giovani e meno giovani che sono passate su quelle scomode poltroncine di legno, dove il film era un pretesto su cui improvvisare collettivamente: interazioni che iniziavano durante la proiezione e proseguivano nelle discussioni al bar o davanti alla cassa. Era uno spazio familiare che riusciva a mettere insieme la cultura alta dei film d’essai e la sagacia popolare del quartiere di San Frediano citato anche dallo scrittore Vasco Pratolini.

"Da queste basi ho iniziato a cullare l’idea di avere il Cinema Universale come teatro di una scrittura drammaturgica che superasse i confini segnati dal reale, per andare a raccontare la storia di una generazione - quella che passa per gli anni 70 - attraverso le  strette mura di un cinema e l’immensa finestra che è il suo schermo." dice il regista.  

L'Universale è la storia di un cinema, di una società, di spettatori lontani da quelli odierni che hanno vissuto i loro sogni "perché la sua storia è quella della progressiva marginalizzazione della cultura, con i cinema di città chiusi e soppiantati dalle multisale, che riguarda l’intero Paese".

Uscito nell'aprile 2016 torna al cinema. In programmazione dal 7 luglio a Roma al Cinema Farnese e a Milano al Beltrade (il 7 luglio a Roma incontro con il cast e a Milano con il regista), il film – distribuito da L’Occhio e la luna con il supporto de Lo Scrittoio sarà anche in tour nelle arene estive e proiettato a: Seravezza (LU, il 4 e 6/7), Pontedera (PI, il 5/7), Scandiano (RE, il 6/7), Città di castello (PG, il 12/7), Cremona (13/7), Grosseto (15/7), Fiorenzuola (FI, 2/8), Luserna San Giovanni (TO, 06/08), Desio (MB, 29/8) e sarà poi in concorso all’Ortigia Film Festival (11/7), accompagnato da Claudio Bigagli.

 L'universale (DVD)


Disponibile anche su iTunes






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L'Universale 
ITALIA - 2015

Regia: Federico Micali
Collaborazione alla regia: Yuri Parrettini - (supporto)
Attori: Francesco Turbanti - Tommaso, Matilda Lutz - Alice, Robin Mugnaini - Marcello, Claudio Bigagli - Il proiezionista, padre di Tommaso, Paolo Hendel - Programmista Ginori, Vauro - Ivo Tanturli, padre di Marcello, Maurizio Lombardi - Padre di Alice, Anna Meacci - Cassiera, Roberto Gioffré - La maschera storica, Ilaria Cristini - La barista, Francesco Mancini - La nuova maschera, Edoardo Pagliai, Gea Dall'Orto, Andrea Francini, Margherita Vicario, Enrico "Erriquez" Greppi
Soggetto: Cosimo Calamini, Serena Mannelli, Federico Micali
Sceneggiatura: Heidrun Schleef, Cosimo Calamini, Federico Micali
Fotografia: David Becheri
Musiche: Bandabardò
Distribuzione
L'Occhio e la luna con il supporto de Lo scrittoio (2016)
Data uscita 14 aprile 2016







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