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CATTIVISSIMO ME 3

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Dal 24 agosto al cinema

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sabato 12 settembre 2015

Giochi proibiti (1952). L’ infanzia e l’orrore della guerra

Giochi proibiti (Jeux interdits) di Renè Clement a dispetto del titolo ambiguo che può suscitare strani pensieri, è un film francese vincitore del Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1952. Due bambini si ritroveranno soli durante gli orrori della Seconda Guerra Mondiale a fare i conti con la morte. 

Michel e Paulette - Jeux interdits 1952
Michel e Paulette - Jeux interdits (1952)


I giochi di Michel (Georges Poujouly) e Paulette (Brigitte Fossey, Il tempo delle mele) due innocenti bambini, appartengono a quel tipo di svago che per il loro modo o significato e pericolo, pedagogicamente devono essere interdetti ai bambini per non suscitare futuri traumi in età adulta.
Paulette una bambina di cinque anni vedrà morire i genitori con la madre che gli farà da scudo durante un bombardamento. Con il cadaverino del suo amato cane - che qualcuno gli vuole far gettare via - verrà accolta da una famiglia di contadini e farà amicizia con Michel, un ragazzo di 10 anni da cui si farà aiutare a seppellire il suo cagnolino morto nel bombardamento. Ma l'idea che la povera bestiola se ne stia tutta sola nel loculo la rattrista ancora di più e la bambina cercherà di trovargli compagnia. 

Paulette e il cane - Jeux interdits 1952
Paulette e il cane - Jeux interdits (1952) 

Da qui incominceranno i cosiddetti “giochi proibiti” che solo una fantasia infantile distante dalla comprensione adulta può immaginare. I due inizieranno in un vecchio mulino, accanto alla tomba del cane, a seppellire ogni genere di animali morti che troveranno, fra talpe, pulcini, farfalle e altri insetti con una distesa di croci che i bimbi andranno a sottrarre furtivamente dai carri funebri, dalla chiesa e dal cimitero, mentre gli adulti non si raccapezzano sulle sparizioni. Questa sorta di gioco per certi versi macabro e morboso continuerà indisturbato, con un intesa condivisa fra i due, fino alla scoperta dei furti e alla struggente separazione, con la piccola Paulette sperduta e accolta in una sala fra gli orfani di guerra correndo verso un punto del salone gridando e cercando il suo Michel. 

Nel 1952 la guerra era finita da pochi anni e quindi era evidente una ferita ancora aperta in specie per quanto riguardava la percezione dell’avvenimento da parte dei più piccoli. In questa tragica storia si avverte uno sviluppo che dall'ingegno, la costruzione delle croci, i piccoli scavi per i cadaverini, volge verso una commedia lugubre, toccando una delle orribili pagine del nostro passato, condannando la malvagità degli uomini che ispirerà ai bimbi questi giochi proibiti. I bambini in genere giocano sempre agli adulti ma la piccola Paulette ci dà un impressione di un imminente estasi di mascherata follia. Un film sull'infanzia apprezzabile anche per lo stile documentaristico nella descrizione di un mondo rurale senza enfasi. Nella motivazione del Leone d'oro ricevuto a Venezia nel settembre 1952 si legge "Per aver messo in rilievo - con una singolare purezza lirica e una eccezionale forza d'espressione - l'innocenza dell'infanzia  al di sopra della tragedia e della desolazione della guerra ". Successivamente nel 1953 venne premiato con l'Oscar come migliore film straniero.

Giochi proibiti non cerca di criticare l'istituzione della Chiesa. Invece confronta e contrappone le preoccupazioni dei genitori con il comportamento bizzarro di questi bambini alienati. La famiglia di Michel, i Dolle è costantemente in contrasto con i loro vicini i Gouards, fra banali gelosie e pronti ad accuse e bassezze. In concorso vi è una sorta di guerra in miniatura, con tutti i comportamenti degli adulti ridotti a dispetti e violenze, sebbene il film possa assumere il tono di una farsa nella scena del battibecco tra Papa Dolle (Lucien Hubert) e Papa Gouard (André Wasley) che continuano a lottare anche dopo una caduta insieme in una fossa appena scavata.

Senza dubbio Giochi proibiti risulta un vero classico del cinema, uno di quei film che insieme alla musica non si dimenticano. Una sintesi di base tenderebbe ad essere banale e semplicistica, ma il film è tutt'altro. Grazie ad un paio di bravi interpreti giovani, il film ci colpisce da due lati contemporaneamente: un dramma avvincente e un allegoria impareggiabile per quello che i film d'arte chiamano "la condizione umana".




Il bianco e nero crudo e realistico da un tono di rilievo al film sulle note della struggente colonna sonora di Narciso Yepes. L'originale interpretazione della Fossey che qui è al suo primo film aprirà la sua carriera di attrice professionista negli anni successivi fra televisione e cinema cui la possiamo ricordare con François Truffaut in L'uomo che amava le donne (1977), nella madre di Sophie Marceau nei due film Il tempo delle mele, e in Nuovo Cinema Paradiso.


La musica del film suonata da Narciso Yepes



René Clément fu un regista francese ( 1913 - 1996 ) che ebbe un costante desiderio di rinnovare il cinema di quegli anni aggiungendo successi e riconoscimenti internazionali, come l'Oscar per il miglior film straniero nel 1951 per Au-delà des grilles (Le mura di Malpaga, con Jean Gabin e Isa Miranda). Con difficoltà la produzione per Giochi proibiti impose un prologo della storia che lui rifiutò di girare cercando di fermare il progetto per diversi mesi, riuscendo poi a dare forma definitiva al film, che uscirà inosservato al festival di Cannes, ma raccogliendo il Leone d'oro a Venezia e poi un nuovo Oscar. Clement fece diversi adattamenti da opere letterarie lo stesso Giochi proibiti era tratto da un romanzo di François Boyer, Gervaise (1956) da L'assomoir di Zola, Delitto in pieno sole (1960) da Il talento Mr. Ripley di Patricia Highsmith, con Alain Delon.


🏆  Vincitore Leone D'oro a Venezia 1952
🏆  Oscar migliore film straniero 1953


Dvd disponibile
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Giochi proibiti
Jeux interdits
FRANCIA - 1952
B/N
Regia: René Clément
Attori: Georges Poujouly - Michel Dolle, Brigitte Fossey - Paulette, Amédée - Francis Gouard, Laurence Badie - Berthe Dolle, Lucien Hubert - Papà Dolle, Suzanne Courtal - Madame Dolle, Jacques Marin - Georges Dolle, Pierre Merovée - Raymond Dolle
Soggetto: François Boyer, Pierre Bost, Jean Aurenche, René Clément
Sceneggiatura: François Boyer, Pierre Bost, Jean Aurenche, René Clément
Fotografia: Robert Juillard
Musiche: Narciso Yepes
Montaggio: Roger Dwyre
Scenografia: Paul Bertrand









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2 commenti :

  1. Come ho potuto perdermi finora questa chicca formidabile? Credo tra l'altro di non aver visto proprio nulla di René Clément.... evidentemente la sua carriera è stata messa un po' in ombra dalla luce dei vari noti Truffaut, Godard, Chabrol e Rohmer...

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  2. In effetti sembra dimenticato questo regista. Di lui vidi anni fa Le mura di Malpaga con Jean Gabin, e L'uomo venuto dalla pioggia con un Charles Bronson in trasferta europea misterioso due titoli abbastanza notevoli.

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