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martedì 5 maggio 2015

Il cinema italiano e il cibo. 14 Film a tavola

La Fondazione Ente dello Spettacolo e il Centro Sperimentale di cinematografia ha organizzato una mostra fotografica sul cibo Italian Film Food Stories  nel 2015 dopo essere stata all'Expo di Milano. E inevitabilmente mi vengono in mente alcuni personali classici del cinema italiano legati a questo tema.
Per esempio Visconti con Ossessione nel 1942 infrangerà un tabù inserendo elementi che la censura fascista aveva eliminato perché ritenuti simboli di debolezza fra cui il cibo, i sensi, il piacere, la tentazione. La cinematografia italiana all'epoca non voleva che le donne sugli schermi mangiassero o toccassero del cibo, per una certa morale clericale erano viste come simbolo di piacere sensuale.



Ossessione Luchino Visconti
Ossessione- Cibo ed eros 




Ossessione  inizia nella cucina di un ristorante dove un cliente corteggia la giovane cuoca, e prende il cibo dalla pentola direttamente con le mani, quasi come un simbolo di desiderio: cibo ed eros senza i consueti filtri morali e sociali dell'epoca. 





Ladri di biciclette-1948
Ladri di biciclette - La mozzarella in carrozza

La sfilacciante mozzarella in carrozza che fa gola a Bruno il ragazzino di Ladri di biciclette (Vittorio De Sica 1948) guardato con una certa sufficienza da un suo coetaneo di buona famiglia, il quale si può permettere un consistente e ricco pasto nella trattoria.



Anna Magnani- L'onorevole Angelina

E poi gli spaghetti che imperversano in tutte le tavole specie nella famiglia tipica italiana riunita intorno a un tavolo in  L'onorevole Angelina (1947) di Luigi Zampa, con Anna Magnani, mentre i commensali si apprestano a una spaghettata fumante e corale.




Un americano a Roma-Sordi
Gli spaghetti di Sordi - Un americano a Roma
Chi poi non si ricorda Alberto Sordi schifato da cibi estranei alla sua cultura, che non sa resistere agli spaghetti "macaroni" che scivolano in bocca in  Un americano a Roma  (1954) di Steno, anche se l'attore in altri film ripeterà questo rapporto d'amore per il cibo. 



Miseria e nobiltà-La spaghettata
Miseria e nobiltà - La tavolata liberatoria

In Miseria e nobiltà (1954) di Mario Mattoli, i personaggi per procurarsi da mangiare cercano di mettere in pegno degli abiti, solo a pronunciare parole come spaghetti, pomodoro, salsiccia, uova in padella, mozzarella, faranno venire l'acquolina in bocca ai componenti familiari.
Interverranno magicamente elementi esterni a imbandire una povera stanza con spaghetti fluenti, a manciate e in tasca come scorta che sottrarrà Totò dalla tavolata liberatoria. 




Toto, Peppino e la malafemmina-italian food-movie
Totò, Peppino e la malafemmina (1956)

Ancora Totò insieme a Peppino De Filippo e moglie con valigie colme di generi alimentari che vengono svuotate in Totò, Peppino e la malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque, quando i tre arrivano a Milano e si stabiliscono in un albergo disponendo in giro per le stanze pacchi di spaghetti, prosciutti, salami, caciotte, bottiglie di vino, ruote enormi di pane e anche galline vive che piazzeranno nella vasca da bagno. 




I soliti ignoti- Pasta e ceci
I soliti ignoti (1958)  pasta e ceci

La consolazione della speciale pasta e ceci, trovata per errore di valutazione da Capannelle alias Carlo Pisacane durante un furto in un abitazione a cui si aggregano Gassman, Mastroianni e Tiberio Murgia ne I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli. E che poi nel sequel lo stesso Capannelle sempre affamato si ingurgerà di fagioli col tonno, dopo il dolce e la macedonia, finendo in ospedale per un "infarto alla pancia".


Gli affamati Alberto Sordi e Lea Massari invitati in una cena di aristocratici durante il giorno del referendum monarchia/repubblica del 1946 evitano discussioni inutili che potrebbero compromettere la cena succulenta in Una vita difficile (Dino Risi 1961) suscitando incredulità fra i commensali che li avevano invitati per scaramanzia essendo in tredici. Rimarranno poi da soli a mangiare mentre il cameriere continuerà le portate dopo che verrà comunicato l'esito del referendum.


In 8 e mezzo (1963) di Fellini un intero pollo viene spolpato e mangiato con le mani da un elegante Sandra Milo come simbolo erotico.  





Questi fantasmi-Il caffè di Sophia Loren
Sophia Loren e il caffè in Questi fantasmi (1967)

Dalla pasta al caffè di  Questi fantasmi  (Renato Castellani 1967 tratto dall'omonima commedia di Eduardo de Filippo, dove c'è la famosa scena sulla terrazza con le istruzioni impartite da una sensuale Sophia Loren a Vittorio Gassman per fare il caffè "come si deve", con tutti i suoi segreti compreso il "coppitello" di carta sul becco.


Gli eccessi mortali dei protagonisti si rivelano ne La grande abbuffata (1973) di Marco Ferreri che decideranno di suicidarsi con piatti luculliani. 



Amarcord-1973
La famiglia a tavola in Amarcord

La famiglia a tavola in Amarcord (1973) di Fellini, si svela in un ironico ritratto, fra tensioni e litigi in cui il personaggio della madre cucina per tutti, ma non mangia mai, ne si siede a tavola. (Ora anche in versione restaurata).



Immancabile ne Il secondo tragico Fantozzi (1976) di Luciano Salce con Paolo Villaggio e la sua mega frittata di cipolla, birra gelata con rutto libero davanti alla televisione durante i mondiali di calcio. 




Bianca- La crema di cioccolata
Nanni Moretti e la crema di cioccolato in Bianca  
E poi l'indimenticabile mega bicchiere con la crema di cioccolata di Moretti in Bianca (1984) in cui Michele si tuffa dimenticando l'ansia e le pene d'amore .

Bianca di Nanni Moretti










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4 commenti :

  1. Complimenti per l'articolo! Sicuramente la conoscerai e l'avrai omessa per priviligere le altre, ma pensando al binomio cinema/cibo, a me viene in mente l'episodio "Hostaria" dei nuovi mostri, dove un cuoco e un cameriere omosessuali ( Gassmann e Tognazzi), stravolti da un attacco di gelosia, litigano e si tirano addosso il cibo, ovviamente insudiciando tutti i piatti destinati ai commensali. Quando la cena viene servita, i clienti, esempio di radical chic ante litteram, non risparmiano complimenti alla cucina.

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    1. Grazie di aver aggiunto questo episodio. In effetti sarebbe impossibile elencarli tutti nell'enorme vastità del cinema italiano.

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  2. Grazie per l'interessante excursus anche se ammetto che, pur conoscendoli di fama, non ho ancora visto tutti i film che hai elencato. Per il resto, non sono stata all'Expo e non credo che ci andrò, quindi non so se la mostra verte/verterà su un particolare periodo della nostra storia cinematografica, ma non credo potranno omettere dall'elenco le famose mangiate di fagioli dei film di Bud Spencer e Terence Hill... esempi meno raffinati, più popolari di film, ma che hanno comunque contribuito alla storia del nostro cinema.

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    1. Certo, anche le immancabili scorpacciate di fagioli della coppia Spencer/Hill sono fenomenali.

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